14/05/2018

Mercati azionari ancora positivi

Prosegue la fase positiva dei mercati azionari con Wall Street che ha guadagnato lo 0,17% a 2727,72 nonostante le prese di beneficio sui titoli tecnologici, con Apple che ha perso lo 0,38% a 188,59 dollari.  L’unico titolo tecnologico in controtendenza è Facebook in rialzo dello 0,7%.  Da notare il crollo del 33% della Symanthec, società dell’antivirus Norton, sulla notizia di una investigazione interna dell’Audit Committee.

In rialzo anche i mercati asiatici grazie a un Tweet di Donald Trump di ieri sera che afferma che l’amministrazione aiuterà la società telefonica cinese ZTE a tornare velocemente al lavoro dopo che gli acquisti di materiale elettronico da parte della società negli Stati Uniti sono state bloccate questo mese per aver venduto all’Iran in violazione all’accordo del 2017. ZTE dipende in larga parte dagli acquisti da Intel e Qualcomm e ha pertanto interrotto l’attività. Sembra quindi che i negoziati commerciali stiamo portando a qualche risultato, o almeno questo è quello su cui puntano gli investitori.  Hong Kong sale di oltre un punto percentuale, Tokyo di mezzo punto, ma Shanghai chiude invariata.

Il tono dei mercati asiatici è poi sostenuto dalle aspettative di un accordo con la Corea del Nord con l’incontro del 12 giugno con Trump a Singapore.

Rientrano invece le vendite sui Treasurys a lungo termine e il rendimento del decennale scende questa mattina al 2,97% e anche il petrolio WTI sembra raffreddarsi dopo il massimo della scorsa settimana 71,60 dollari al barile: questa mattina tratta a 70,30 e sin tanto che rimarrà sopra al supporto intorno ai 67 dollari al barile il trend rimane favorevole.  Il greggio dovrebbe ora correggere sia a causa dell’aumento della produzione americana, cui massimi dal 2015, e sia per l’opposizione europea a sanzioni contro l’Iran dopo che Trump ha annunciata la disdetta dell’accordo sul nucleare.

Il dollaro apre la settimana estendendo il ribasso della seconda metà di quella precedente: questa mattina l’euro sale a 1,1970 grazie alle dichiarazioni di Villeroy della BCE circa l’avvicinarsi della fine degli acquisti di titoli, ma a metà settimana avremo la revisione della stima flash dell’inflazione nell’area e c’è il rischio che la stima a 1,3% sia rivista al ribasso a 1,2%.

La settimana è povera di dati macro di qualche importanza e pertanto non saranno i dati macro a guidare i mercati. 

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